Esperimento di Michelson-Morley
La narrazione corrente a proposito della teoria della relatività fa partire il tutto dal un famoso esperimento dovuto a Michelson e Morley di cui si parlerà più avanti. Prima però cerchiamo di capire che cosa è un interferometro e com’era fatto quello usato da Michelson.
Interferometro di Michelson-Morley
Il video seguente mostra un esempio di interferometro Michelson-Morley ed il suo principio di funzionamento.
Nel video precedente l’autore prende 20 cicli prima di passare al calcolo della lunghezza d’onda della luce. Perché questo numero? non bastava prendere un solo ciclo?
Motivazione dell’esperimento
Il concetto di velocità è un concetto relativo. Non esiste il moto assoluto ma il moto rispetto a qualcosa. La velocità della luce ottenuta dalle equazioni di Maxwell rispetto a chi è riferita? Per dare senso a questa domanda si immaginò l’esistenza di un mezzo (l’etere luminifero) rispetto al quale la velocità della luce veniva determinata. Ma anche la terra si muove rispetto a tale mezzo. Sarà possibile mettere in evidenza tale moto con un esperimento basato su fenomeni elettromagnetici?
Alla pagina seguente (http://galileo.phys.virginia.edu/classes/252/michelson.html) si trova una trattazione matematica dell’esperimento insieme ad una bellissima applet che chiarisce che cosa si aspettavano MM.
Infine, ecco una più recente narrazione, davvero accativante. Il curatore di questo video mantiene un canale in cui spiega, a livello divulgativo, sia la teoria della relatività speciale che quella della relatività generale in modo divertente.
Quanto è stato determinante questo esperimento per la nascita della relatività ristretta?
Nell’articolo del 1905 Einstein non lo cita affatto! Nel 1973 Shankland pubblica una sua intervista ad Einsten tenuta pochi anni prima della sua morte. Interrogato sull’importanza dell’esperimento di MM sulla nascita della relatività ristretta, Einstein dà risposte diverse, ma lascia intendere che esso non abbia avuto alcuna influenza. Tuttavia gli autori dei nostri libri di testo continuano a narrarci una storia inesistente. Probabilmente continuano a copiare acriticamente qualche testo precedente che ha inventato questa storia.