Come scrivere le misure
Esiste al proposito una convenzione internazionale che in caso di documenti è obbligatoria. Essa si trova qui e sul sito potete scaricarne una versione anche in inglese.
Quanto è importante rispettarla? Tantissimo. Agli occhi dei fisici chi non la rispetta è considerato alla stregua di un cialtrone qualsiasi.
Ecco qualche indicazione che deve rispettare chi scrive documenti destinati al pubblico tratta da quel documento:
[sezione 1.1] Il valore di una grandezza è espresso in generale nella forma del prodotto di un numero per un’unità. L’unità è un esempio particolare della grandezza, utilizzato come campione. E’ possibile utilizzare, per una data grandezza, più unità diverse. Per esempio la velocità v d’una particella può essere espressa nella forma v = 25 m/s = 90 km/h, dove metro al secondo e chilometro all’ora sono unità alternative per esprimere lo stesso valore della grandezza “velocità”.
Per esempio il prefisso ‘k’, che sottende $10^3$, va scritta minuscolo.
[sezione 5.1] I simboli delle unità sono stampati in carattere romano (tondo) qualunque sia la scelta di carattere fatta nel testo in cui figurano. In generale i simboli sono scritti minuscoli; solo se l’unità deriva da un nome proprio la prima lettera del simbolo sarà maiuscola.
[sezione 5.3.1] I simboli delle grandezze consistono in generale di un’unica lettera in corsivo (italic) ma possono venir precisati con informazioni complementari scritte come indice, esponente o tra parentesi.
Come scrivere una misura ed il suo errore? Intanto diciamo che l’errore deve essere arrotondato ad una cifra significativa. Infatti, se l’errore vale, per esempio, 0.07632 allora le cifre dopo il 7 non hanno significato essendo l’errore dominato dalla cifra col 7. Ecco qualche esempio di arrotondamento dell’errore:
valore reale dell’errore | valore arrotondato ad una cifra significativa |
---|---|
0.0752 | 0.08 |
0.724 | 0.7 |
0.76 | 0.8 |
75.2 | $8 \times 10$ |
752 | $8 \times 10^2$ |
A questo punto anche la stessa misura deve essere scritta in modo coerente all’errore: l’ultima cifra a destra della misura deve avere lo stesso ordine di grandezza dell’errore. Ecco qualche esempio chiarificatore:
misura $ \pm$ errore (NO) | misura $ \pm$ errore (SI) |
---|---|
845.23 $ \pm$ 0.4 | 845.2 $ \pm$ 0.4 |
845 $ \pm$ 0.4 | 845.0 $ \pm$ 0.4 |
845.56 $ \pm$ 4 | 846 $ \pm$ 4 |
$ 845 \pm 4 \times 10$ | $ 85 \times 10 \pm 4 \times 10$ |